Someanza, o del Trovante: la mostra di Gaetano ospite alla nostra libreria

11
Ott, 2019
Someanza, o del Trovante: la mostra di Gaetano ospite alla nostra libreria

Gaetano Orazio ha deciso di celebrare i suoi vent’anni e più di poesia e pittura qui nelle terre della Brianza. Artista eclettico, definito “sciamano” da Philippe D’Averio, Gaetano è modesto e umile, si definisce sempre apprendista: unica maestra, la natura. Lo spirito creativo nasce da visioni e contatti crudi con l’universo naturale del territorio. Dipinge in maniera istantanea le sensazioni che lo vengono a punzecchiare e ispirare mentre si immerge: egli parla di “chiamata”, una sorta di legame primitivo che trasmette direttamente nei suoi lavori.

Someanza sarà ospite della nostra libreria il 17 ottobre, regalandoci un’immensa gioia come tutte le volte che Gaetano decide di esporre con felicità le sue opere, sentendosi qui come se fosse a casa. Onorati, invitiamo liberamente chiunque volesse cogliere la bellezza di tali opere preziose e uniche di Gaetano: alle 18:30 brinderemo insieme all’artista, un aperitivo poetico volto a divertire e farci entrare nell’anima di questo artista a cui siamo davvero molto affezionati.

Il titolo di questa mostra allude ad un termine dialettale dell’ambito fotografico, utilizzato da un amico per chiedere una “somiglianza”, appunto una fotografia. E’ proprio ciò che l’artista cerca ogni giorno di tessere sulla tela: un immortalare diretto e limpido dell’emozione che scaturisce dal mondo bucolico della natura incontaminata. Le opere trasudano questa potenza limpida e benevola del territorio idillico che ancora ignora l’uomo.

Il sottotitolo “del Trovante” è dedicato all’entità che ha inseguito nei vari anni, un impulso potente, puro, come se nascesse dalle acque e dalle pietre: un pensiero che ha riempito carte e dipinti per anni, sentendolo come l’anima che è la sintesi della montagna e del lago. Il Trovante è un’entità antropomorfa, una figura studiata in appunti e disegni che man mano negli anni è andata sempre più definendosi. Il sottotitolo celebra la felice scoperta della veridicità di tale entità: a giugno dell’anno scorso Gaetano, scoprendo, grazie alla moglie, un’ombra proiettata sul monte Rai, a poco dal Corno del Birone, ha confermato nella realtà ciò che si era intensificato nella sua mente, e nelle opere, con lo scorrere del tempo. Come se avesse trovato una prova del suo pensiero interiore. Un’epifania che lo ha spinto a organizzare questo evento.

Classe 1954, di origini salernitane, si trasferisce in giovane età al nord come tanti altri per trovare lavoro. E’ nell’età adulta che la passione per la pittura rompe il guscio e viene alla luce. Parte e non smette più. In un’intervista con il Giornale di Lecco, Gaetano parla dell’incontro con il torrente, il rio Roscio che scorre al fianco a San Pietro al Monte: questo corso d’acqua, per Gaetano, trascina e precipita: un divenire in continua, ma costante, trasformazione. E’ l’inizio di un modo di percepire il mondo così unito alla natura da incidere nella maniera più assoluta sullo stile di Gaetano. Egli diviene parte integrante del paesaggio, il pensiero è pregno di voglia di sentirsi fanciullo, di meravigliarsi e godere dell’immenso regalo che questa terra può dare con semplicità e allo stesso tempo con stupendo splendore.

E’ una forma di empatia, un sentirsi “altro da me”, sentire di appartenere all’essenza delle cose, di non essere diverso dall’ago di un pino maestoso, dalle forme di vita animali che ci circondano. Come un fanciullo meravigliato che scopre in ogni cosa la bellezza. Poi la razionalità ci allontana da questa consapevolezza di appartenenza, “gratta via” la potenza immaginifica del fanciullo                                                                              (Dal Giornale di Lecco)

 

 

 

 

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