Premio Manzoni 2018, La ragazza di Marsiglia

15
Ott, 2018
Premio Manzoni 2018, La ragazza di Marsiglia

Premio Manzoni, i finalisti del premio letterario

 

 

La ragazza di Marsiglia, Maria Attanasio

E’ Maria Attanasio con “La ragazza di Marsiglia” ad aggiudicarsi il Premio Manzoni, la notte di sabato 13 ottobre 2018 alla Casa dell’Economia di Lecco, con 40 voti ricevuti dalla giuria popolare (36 “Le Assaggiatrici” di Rosella Postorino e 24 “L’ultima Patria” di Matteo Righetto).

La finale di questa quattordicesima edizione è stata una serata culturale e piacevole, tra le rosse poltrone della Camera di Commercio, dove s’è discusso con gli autori sui tre romanzi, del loro rapporto con la Storia e, ovviamente, con Alessandro Manzoni.

Particolarmente interessanti le dichiarazioni dei finalisti a proposito del loro rapporto con Manzoni: Matteo Righetto, autore di “L’ultima Patria”, parla di un vigoroso legame di virtù e speranza, un confronto con il passato da cui mai si smette di imparare, un modello da seguire poiché il romanzo storico deve parlare al parlare al presente, e i Promessi Sposi lo fanno ancora oggi in questi tempi così confusi.

Per Rosella Postorino, “Le Assaggiatrici”,  le avventure di Renzo e Lucia furono particolarmente decisive per pregustare e conoscere la critica letteraria, iniziando proprio da qui, prima alle superiori e poi all’università, il proprio percorso letterario. Infine la vincitrice e il racconto del Manzoni come un impegno scolastico, da cui ha saputo distillare, dopo varie riletture nel corso degli anni, un particolare interesse per i personaggi, sulla costruzione del loro profilo ed il loro impatto con l’epoca manzoniana, la lingua italiana e, di conseguenza, con il secol nostro.

Un Manzoni che non riesce ad essere lasciato da parte, da cui spuntano innumerevoli riflessioni, come il tema del male, molto presente in Rosella, un male tutto giuridico, estrapolando dalla bocca dell’autrice una meravigliosa descrizione dei suoi personaggi, oscillanti tra l’essere vittime e colpevoli.

O la montagna che da meravigliosa può trasformarsi in realtà crudele, nel racconto di Matteo, che inserisce il pensiero di un male come esperienza conoscitiva, un sublime spietato bisogno che porta a compiere un cammino-viaggio da cui germogliano valori e virtù.

Maria Attanasio parte e conclude il dialogo con l’affermazione che il male è parte integrante della storia e porta ad esempio anche, tra gli altri, una sua prima opera, un romanzo breve.

Pensiero centrale e decisivo da parte della giuria tecnica per la selezione di questi finalisti è stata la dignità, forte tema dei romanzi.

Gli autori sono stati capaci di caratterizzare questi tre personaggi femminili della storia, dando una nuova voce a chi è stato per lungo tempo dimenticato e accantonato solamente per non aver avuto il sesso giusto al momento giusto.

Tre libri storici da leggere, a cui non si può prestare orecchio senza essere catturati in battaglie che hanno fatto la nostra epoca, ripescate dall’oblio, esemplari per nuove considerazioni e riflessioni, che ne gridano che la forza e la temperanza appartenenti tanto all’uomo quanto alle donne, di tutte le epoche.

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