L’assassinio del commendatore, il nuovo romanzo di Murakami

05
Nov, 2018
L’assassinio del commendatore, il nuovo romanzo di Murakami

Come sempre Murakami non può fare altro che tenere incollati dalla prima all’ultima pagina.

Una penna così leggera e così chiara, pregna di linfa vitale, ma allo stesso tempo opaca, codificata, infetta l’animo del lettore e lo tiene stretto a sé finché le parole non finiscono.

In quest’opera (idee che affiorano), a cui ne seguirà una seconda (metafore che si trasformano), tutto è accresciuto e accentuato dal fatto che il protagonista è un pittore. Così i colori e le forme, gli aspetti della natura e del corpo umano, acquistano un taglio ed una sfumatura unica, come se accarezzasse la pelle con il piatto di una fredda lama. Un piacere unito al brivido del mistero. Perché è proprio di questo che si parla: tentare di avvicinarsi sempre di più all’anima di sé e del mondo.

Dopo un divorzio che fa scattare la scintilla di riconquista della propria vita, questo artista bloccato nella ritrattistica commerciale per puro gusto economico, incontra un uomo eccezionale, Menshiki di cui diventerà presto alleato; altri poi di natura onirica, magica, innescheranno eventi e incontri surreali, meravigliosi.

Sarà proprio questo ricco vicino, la cui casa sembra una nave incastonata fra le montagne, insieme al ritrovamento del quadro L’assassinio del Commendatore, a sbloccare lo stile e il pensiero del pittore, il quale ha bisogno di scavare all’interno di sé stesso e di conoscere meglio quest’ uomo misterioso per arrivare fino all’essenza, all’etere, e intrappolarlo in sbarre colorate e renderlo eterno. Quell’attimo impresso così ricco di pathos, di vividi colori, una morte spettacolare, così vicino e lontano allo stesso tempo dalla corrente dell’autore, espande in lui il bisogno di rinnovare il suo animo artistico sopito da troppo tempo.

Ma ancora non basta.

Uno spirito. Un suono di campanelle. Una cavità sacra in mezzo al bosco. Ecco il surreale, il tocco magico che rende Murakami così bravo. Eventi inverosimili diventano il motivo per cui la vita cresce e si compie, un percorso che pare quasi accompagnare il protagonista anziché ostacolarlo.

Un corso d’acqua sul quale naviga seguendo i capricci dei flutti verso la direzione finale. Scorre e basta. La semplicità è una componente fondamentale. E unita alla magia dell’invenzione, dell’inverosimile che si fonde al reale, rende questo romanzo, come tutti gli altri scritti del più grande autore giapponese, una lettura talmente forte, sentita, pregna di sentimento, che non può che essere divorata in poco meno di qualche giorno.

Buona lettura!

Riccardo

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